
Under the Skin
di Yonatan Calderon
Regia di Micaela Ghiozzi
Compagnia Moving Minds
con Micaela Ghiozzi, Silvia Magnani, Letizia Gini e la partecipazione di Ailyn Kimura Letona
Una storia d’amore proibita durante l’Olocausto.
Un legame che nasce nel luogo in cui l’umanità sembra essere stata annientata.
Un’opera che mette radicalmente in discussione l’idea stessa di bene e male.
Under the Skin è un intenso spettacolo teatrale basato su una storia realmente accaduta: la relazione tra una comandante nazista e una prigioniera ebrea nel campo di concentramento di Neuengamme, in Germania, durante gli anni 1944–1945.
La drammaturgia si fonda su documenti ufficiali del processo di Bergen-Belsen del 1945 e sulle testimonianze dei sopravvissuti all’Olocausto, intrecciando rigore storico e profondità emotiva.
La narrazione si muove su due piani temporali che si specchiano e si interrogano a vicenda: nel 1991 a Tel Aviv, durante la Guerra del Golfo e tra il 1944–1945, nel campo di concentramento di Neuengamme. Due epoche lontane, ma unite da una stessa domanda: come si eredita il trauma?
In scena prende forma un mondo in cui non esiste una linea netta di demarcazione tra vittima e carnefice, tra amore e sfruttamento, tra desiderio e abuso di potere. Lo spettacolo non assolve né condanna facilmente: costringe lo spettatore a restare in una zona scomoda, dove i giudizi affrettati non bastano più. Al centro emerge il tema, oggi più che mai attuale, della terza generazione tedesca e israeliana dopo la Seconda Guerra Mondiale: chi sceglie di cancellare il numero tatuato sul braccio per dimenticare e chi, al contrario, decide di tatuarselo per non dimenticare mai.
Sul palco tre attrici danno vita a sette personaggi, attraversando con precisione fisica ed emotiva i due periodi storici, in un continuo slittamento di identità , memoria e responsabilità .
In scena anche una ballerina, rappresentazione di sogni infranti e speranze passate che ogni tanto riescono a riafforare anche nel dramma dell’Olocausto. La ballerina è interpretata da Ailyn Kimura Letona, con la coreografia di Ylenia Varriale.
La collaborazione artistica e tecnica è affidata a Marzia Bandoni e Diego Bellettini.
Le prenotazioni chiudono due ore prima dell’inizio dello spettacolo.
